lunedì 14 maggio 2012

Piano di cottura Electrolux EHT70830


Piano in vetro Electrolux
   Ok, avevo promesso una recensione del mio nuovo piano di cottura Electrolux EHT70830, comprato dopo l'esplosione del precedente Whirlpool, ed adesso, dopo un po' che lo uso, posso finalmente parlarne, mettendolo a confronto con il defunto Whirlpool che mi ha servito fedelmente per quattordici anni. Innanzi tutto diciamo che costa meno dell'equivalente Whirlpool e che anzi, tolte quelle sconosciute, costa meno degli equivalenti di tutte le altre marche. Attenzione, per equivalenti intendo piani con le stesse caratteristiche,
ovvero:
  • 5 fuochi uno dei quali adatto a far bollire in fretta il tegame per la pasta;
  • 75 cm di larghezza;
  • Piano in vetro;
  • Griglie in ghisa con centro chiuso e non in acciaio cromato o smaltato;
  • Accensione elettrica con comando sulla manopola e termocoppia.
Griglie e bruciatori Electrolux
   In particolare tenete presente che le griglie in ghisa spostano di parecchio il costo dell'oggetto, ma hanno il vantaggio di essere praticamente indeformabili. Quelle con il centro chiuso hanno il vantaggio di consentire l'uso di tegami piccoli (per intenderci la classica Bialetti da una tazza) senza riduttori, ma comportano maggiori difficoltà costruttive.
   Qua vorrei inserire una piccola digressione sui piani in vetro. Al di là della loro potenziale fragilità, dal punto di vista estetico, a differenza di quelli in acciaio, hanno il notevole vantaggio di segnarsi con molta difficoltà. Bastano poche precauzioni perché un piano in vetro, anche dopo diversi anni di utilizzo, continui a presentarsi come quando è stato acquistato. Il fatto poi di essere realizzato senza incavi, ne consente una facile pulizia.Il vetro è praticamente inattaccabile dai prodotti che si usano in cucina, e sostanzialmente inalterabile.
il vecchio piano Whirlpool
   Tornando alla recensione, dopo il prezzo il primo giudizio è, ovviamente, di natura estetica. Da questo punto di vista, mi sembra che le griglie della Whirlpool, più massicce e più curvilinee1, fossero sicuramente più belle, e lo stesso si può dire per i bruciatori che, in questo piano, sono d'alluminio e spezzano molto la vista d'insieme. Sull'estetica delle manopole, invece, non mi pronuncio, in quanto molto soggettiva, anche se anche in questo caso quelle della Whirlpool mi sembravano più gradevoli. Ma come, direte, se ti piacciono di più i piani della Whirlpool perché diamine hai comprato un Electrolux? Bé, a parte il costo inferiore, argomento che su un oggetto destinato a durare a lungo potrebbe anche avere una importanza relativa, c'è da dire che, dal punto di vista pratico, Electrolux mi sembra migliore e che, fra le altre cose, la politica consumistica di Whirlpool, che ha un costo di ricambi spropositato, non mi sembra corretta. Sul fatto, invece, che l'estetica dell'Electrolux non sia la più felice, non ho dubbi. Basti pensare che nelle foto del catalogo il piano viene preso sempre solo da sopra. In questo modo non si notano né le parti in alluminio dei bruciatori, né la relativa esilità delle griglie in ghisa. Del resto, però, teniamo presente che stiamo pur sempre parlando di un piano di cucina in vetro, cioè di qualcosa che, dal punto di vista estetico, si colloca al top e che, in fondo, è pur sempre un piano di cucina e non un oggetto ornamentale.
   I bruciatori, come già accennato, sono realizzati in alluminio e non in ghisa. Non so quanto questa soluzione possa influire sulla durata dell'oggetto nel tempo, ma penso che non sia significativa.
Confronto disposizione bruciatori 5 fuochi
   Dal punto di vista della disposizione dei fuochi mi sembra che questo piano sia di gran lunga il più sensato fra quelli che ho visto. Il bruciatore maggiore non è in posizione centrale ma laterale, in modo da lasciare almeno due fuochi liberi anche se si usa una padella di grande diametro. E' da tenere presente che, in questo tipo di piani, visto che si montano nello stesso incasso di quelli da 60 cm, la distanza massima fra i fuochi è vincolata dalle misure dell'incasso, che è standard, e non da quelle del piano in vetro. Ovviamente portare il centro il bruciatore (la sua parte incassata in verità) destinato ad ospitare la pentola più grande vicino al bordo significa che metà dell'ingombro della suddetta potrà sbordare dalle dimensioni dell'incasso, con conseguente incremento dello spazio utile rimanente per gli altri tegami. La soluzione comunemente usata sui cinque fuochi delle altre marche, cioè con il bruciatore maggiore al centro, rende virtualmente impossibile mettere un grande tegame sul bruciatore centrale (come ad esempio capita quando si fanno i condimenti di pesce) in quanto così facendo non si riesce a collocare la pentola della pasta su nessun'altro fuoco. Questo naturalmente non è vero quando parliamo di un piano di 90 cm, ma con il 75 su incasso 60 il fuoco al centro non è proprio una grande idea.
Confronto disposizione bruciatori 4 fuochi
   L'alternativa a 4 fuochi, che secondo me andrebbe benissimo per queste dimensioni di piano, purtroppo necessita, volendo garantire la possibilità di usare pentole di grande diametro, dell'adozione dei fuochi disassati, come per l'appunto in casa Whirlrpool. Peccato che, per ragioni ingegneristiche, dovute al passaggio del tubo di distribuzione del gas ed al posizionamento delle manopole, i due fuochi più lontani, e che quindi consentirebbero l'uso di pentole più grandi, siano quelli anteriori. Ora, chi ha dei bambini in casa, ma in generale chi è abituato a trafficare in cucina, sa benissimo che l'ultimo posto dove vorrebbe vedere la pentola dell'acqua bollente è vicino all'orlo del piano. Il posto ideale è in fondo, dove un bambino non può arrivare in nessun modo e dove comunque non ostacola l'accesso agli altri tegami, e non davanti. In effetti il mio vecchio Whirlrpool aveva il fuoco grande dietro, soluzione sensata ma che vincolava la dimensione del tegame. La nuova serie, invece, ha un bruciatore a doppia corona davanti e questo è sostanzialmente il motivo per cui non l'ho neanche preso in considerazione.
   L'alternativa Siemens, oltre ad essere costosa, è la più banale. I fuochi sono in asse, e le pentole grandi non si usano se non in diagonale, punto e basta. Molto teutonico e, almeno a mio parere, poco pratico ma, si sa, i tedeschi sono fatti così, è la loro forza ed anche la loro debolezza.
   L'installazione, per chi facesse da solo, come nel mio caso, è banale. L'unica difficoltà può stare nel cavo di alimentazione un po' troppo corto, difficilmente sostituibile in quanto richiede l'uso di un cacciavite Torx del tipo codificato con un pirolino centrale. Strana scelta, visto che l'unico modo per montare il piano senza giuntare il cavo, cosa del resto sconsigliata anche nel manuale d'istruzioni, è quella per l'appunto di sostituirlo in toto e, per fare questo, si deve aprire la fatidica scatolina. L'ingresso del gas è da un solo lato, il destro, ed è fornito un raccordo ad angolo che, opportunamente montato, consente di scegliere l'angolo di arrivo del tubo flessibile. L'imballo, in polistirolo, malgrado l'apparenza minimalista è perfettamente in grado di proteggere il piano. Le clips di fissaggio sono, come del resto nella maggior parte dei piani, di difficile posizionamento in un caso reale. Fortunatamente, dopo aver montato la gomma di protezione sotto al piano, il suo stesso peso basta, almeno nel mio caso, a tenerlo in posizione, per cui non le ho montate.
Spaghetti con i bestioloni, la cucina funambolica
   All'uso pratico che dire:
  • Usare simultaneamente i cinque fuochi è un evento improbabile e che comporta comunque un funambulismo che non mi si addice. La situazione della foto, però, con un tegame per la pasta, uno per il brodo di carapaci, uno per i gasteropodi ed uno per il condimento di pesce, è reale e perfettamente gestibile. Non sono molti i piani che lo consentono in un incasso di 60. Ovviamente, vista la dimensione del padellone, il fuoco posteriore era praticamente inutilizzabile anche se, con un po' di buona volontà, qualcosa delle dimensioni di un tegamino per il latte lo si sarebbe potuto mettere.
  • Per chi non lo conoscesse, il piano in vetro è una vera libidine. Si pulisce facilmente e, con poche accortezze, non porta i segni del tempo che passa. L'unica vera precauzione, oltre a quella di non usare retine rompifiamma, è quella di non segnarlo con pagliette o similari. Per togliere incrostazioni si può usare un raschietto affilato.
  • Le griglie in ghisa, a parte le tracce di ruggine che alle volte si presentano, sono eterne e molto pratiche, non si deformano col calore e sono molto stabili; Queste in particolare hanno un aspetto meno "massiccio" di quelle di molti piani di concorrenza, ma non sembrano deboli. Sono chiuse al centro, in modo da consentire l'uso di tegamini minuscoli senza la necessità di riduttori.
  • I fuochi, come logico aspettarsi in un qualsiasi piano di qualità, sono ben modulabili e si accendono facilmente.
  • Il fuoco grande è a tripla corona. Abbastanza potente da far bollire rapidamente la pentola per la pasta ma meno di quanto mi sarei aspettato. Quando si ha poco tempo per mangiare, si sa, ogni minuto è prezioso.
  • I fuochi, quando sono al massimo, sono leggermente rumorosi. Questo dipende, probabilmente, dall'uso dell'alluminio. Non che sia fastidioso, però è abbastanza inconsueto.
   Un'ultima considerazione. Electrolux, a differenza di Rex Electrolux, ha una garanzia gratuita di cinque anni dall'acquisto. A suo tempo, con Whirlrpool, l'estensione a cinque anni mi era costata, se non ricordo male, una cinquantina di migliaia di lire. Un dettaglio che, in aggiunta al minor prezzo di base, con i tempi che corrono, mi sembra tutt'altro che trascurabile.
   Insomma, ad ora mi sembra un buon acquisto, forse non all'altezza di Whirlrpool come finiture ma sicuramente progettato in modo più razionale. Tenendo presente che il piano precedente mi era durato, fino al crash, 14 anni, è un po' presto per un giudizio definitivo, ma non mi sento proprio di sconsigliarlo.

1) Anche se purtroppo nell'unica fotografia che ho del vecchio piano whirlpool non si vede molto bene, c'è da dire che le griglie erano realizzate con una figura chiusa. Una fusione di ghisa che forma una figura chiusa è di più difficile realizzazione di una fiusione che forma, come nel caso Electrolux, una figura aperta, in quanto occorre farla raffreddare più lentamente per evitare cricche. Sicuramente, quindi, le grigle dei due piani hanno un costo diverso anche alla produzione.

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